A tu per tu con la paura - Lo schema dell’essere

A tu per tu con la paura - Lo schema dell’essere

Dopo l’introduzione di cui vi abbiamo parlato nello scorso articolo (qui il link per poterlo leggere), Krishnananda e sua moglie Amana iniziano a condurci all’interno di noi stessi, e propongono uno schema che permetta di conoscerci più a fondo e intraprendere il viaggio verso la consapevolezza e la mentalità del “giardino”. Dividono infatti ogni persona in tre aree, come se fossimo formati da tre cerchi concentrici, in cui il più esterno corrisponde allo strato protettivo, il secondo strato di vulnerabilità e il terzo che coincide con il nucleo del nostro essere.

Il centro: essenza e nucleo dell’essere

“Quando siamo al centro ci sentiamo un tutt’uno con con noi stessi, con la vita e con l’essenza. Proviamo amore, gioia, innocenza, eccitazione, calma e rilassamento.”

Questo è lo spazio in cui si cerca di arrivare attraverso la meditazione, e quando siamo nel centro le nostre energie fluiscono naturalmente da questo spazio incanalandosi verso tutte quelle attività che ci rendono felici. Quando nasciamo siamo nel nostro centro, non abbiamo nessuna barriera o protezione perché ancora non sentiamo il bisogno di crearne una. A causa di traumi o eventi negativi nella nostra vita, alziamo le barriere e ci allontaniamo dal centro, in cui riusciamo tornare attraverso la meditazione oppure attraverso attività artistiche. Questi però sono solamente piccoli scorci, e per riuscire a ritornare definitivamente al nucleo dell’essere è necessario conoscere anche gli altri due strati e integrarli nella nostra vita.

Lo strato intermedio: la vulnerabilità ferita

“La paura e la colpa sono universalmente utilizzate per soffocare le energie vitali nel bambino e per indurci a dimenticare la nostra vera natura.”

Da bambini molti di noi hanno subito traumi di vario genere, e questo è il motivo per cui la nostra innocenza, vitalità, amorevolezza e fiducia cominciano a ripiegarsi su se stesse. Queste ferite ci vengono inflitte durante la nostra esistenza, ad ognuno di noi in maniera differente e in momenti diversi della nostra vita. Lo strato intermedio diventa perciò un luogo della paura, isolamento, vergogna e shock. La vergogna e lo shock portano con sé altri sentimenti negativi quali la rabbia, il tradimento, il dolore, l’impotenza e la disperazione. Esplorando lo strato intermedio troveremo tutte queste emozioni, che spesso non sappiamo come riuscire a gestire.

Il terzo strato: lo strato protettivo

“ È uno scudo che creiamo per impedire alle energie negative di ferirci, e che ci permette di esercitare un po’ di controllo sulla nostra vita spesso caotica.”

Lo strato più esterno è quello che serve a proteggerci da tutto ciò che ci accade. La nostra protezione ci permette di tentare di provare meno paura e dolore. Uno dei modi più utilizzati per proteggerci è quello di creare un’immagine di noi stessi da mostrare al mondo, e vivere secondo quel ruolo. La strato di protezione però non è uno spazio negativo, solo la nostra ignoranza lo rende tale. Da bambini avevamo bisogno di trovare soluzioni per proteggerci e questo è il bozzolo che ci siamo costruiti intorno, sfortunatamente però abbiamo costruito queste difese così presto e così inconsciamente da farle diventare abitudini. Questo strato impedisce l’ingresso non solo delle energie negative ma anche di quelle positive, isolandoci da tutta una parte di esistenza di cui potremmo godere, inoltre impedisce all’energia vitale nel nostro centro di emergere, bloccando la nostra creatività e la nostra voglia di agire.

 

Come uscire quindi da questo circolo vizioso che ci impedisce di essere noi stessi? Usando questa mappa come guida, possiamo cominciare a vedere e a sentire da dove arriva la nostra coscienza in ogni singolo istante, comprendendo se siamo in uno stato di protezione, paura oppure in equilibrio con noi stessi. La chiave è imparare ad osservarci in modo oggettivo, come se ci guardassimo da una certa distanza, ciò che nella pratica meditativa si intende per “essere testimone”. In quanto testimoni possiamo essere coscienti di ciò che ci accade entrando in maggiore relazione con il nostro corpo e la nostra mente. Tenendo presente questo schema è possibile iniziare il percorso di guarigione. 

“L’essenza della guarigione, sta semplicemente nel consentire a noi stessi di portare una totale consapevolezza a quello che ci accade in ogni momento e a entrarci in relazione in quanto energia, non importa se in movimento oppure bloccata nel corpo.”

written by Costanza Levi della Vida