A tu per tu con la paura - Riconoscere e accettare la paura

A tu per tu con la paura - Riconoscere e accettare la paura

L’estate sta volgendo al termine, e in molti hanno ripreso le attività frenetiche della vita quotidiana che purtroppo portano con sé anche ansia e paura. Noi continuiamo a seguire i consigli di Krishnananda e Amana per riuscire a vivere in armonia con noi stessi, imparando a riconoscere e accettare la paura, poiché è dalla mancanza di accettazione che prevalentemente nascono i problemi, ed è da qui che deve avere inizio il nostro viaggio di guarigione. 

La metafora del bambino interiore in panico

Immaginiamo un bambino spaventato, con gli occhi sbarrati, per un motivo che non conosciamo e nemmeno lui riesce a comprendere. Forse percepisce un pericolo, non si sente abbastanza rassicurato, oppure cerca di evitare una qualche forma pressione o aspettativa. Tutti noi abbiamo un bambino del genere dentro di noi che, per quanto ci sforziamo di nascondere, riuscirà ad emergere sempre nei momenti meno opportuni. Inoltre il nostro bambino interiore è la causa di paura emozionale, cioè proveniente da traumi del passato che si ripercuotono anche nel presente. 

Le quattro Grandi Paure del bambino in panico

Krishnananda identifica quattro principali paure che si manifestano in ogni aspetto della nostra vita quotidiana:

  1. La paura delle pressioni e delle aspettative
  2. La paura del rifiuto e dell’abbandono
  3. La paura di non avere spazio, di essere frainteso o ignorato
  4. La paura dell’abuso, della violenza fisica o energetica

Il nostro principale atteggiamento a queste paure è la negazione, che porta a fuggire in qualunque modo possibile.

“L’intimità è forse il luogo in cui maggiormente ci confrontiamo con il nostro bambino interiore in panico ed è per questo che la evitiamo.”

Per riuscire ad affrontare le nostre paure dobbiamo prima di tutto convalidarle, riconoscere che sono lì e comprendere da dove vengono. Infatti quando affrontiamo la paura con la fuga, creiamo una frattura interiore, perché una parte di noi, il bambino in preda al panico, va a nascondersi mentre l’adulto nega di provare qualsiasi tipo di paura. Tuttavia è importante riconnetterci con il nostro bambino interiore ed uscire dal bozzolo di sicurezza che ci siamo creati per proteggerci. 

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Sentire la paura

Il modo migliore per entrare in contatto con la nostra paura è imparare a sentirla appena si manifesta nel corpo, prendendo consapevolezza di quelle sensazioni, percettibili o impercettibili, che spesso accompagnano questa emozione. Le più comuni sono:

  • Senso di contrazione al petto, alla schiena, al plesso solare, alla gola, alla pancia o in altre parti del corpo.
  • Mani sudate o senso di calore in altre parti del corpo, mani e piedi freddi o in generale sentirsi infreddoliti.
  • Sentirsi tremare.
  • Battito cardiaco accelerato
  • Dolori cronici o improvvisi come mal di testa, stomaco, schiena o dolori muscolari.
  • Irrequietezza o agitazione.
  • Avere il fiato corto.
  • Problemi di digestione, gonfiori, diarrea o costipazione.
  • Mancanza di appetito o senso di nausea.
  • Sensazione di vuoto sotto i piedi, o sensazione di cadere.
  • Attacchi di panico.
  • Sensazione generale di malessere.

Ognuno di noi ha un differente modo di manifestare la paura, ma spesso abbiamo almeno uno di questi sintomi. Purtroppo non è facile comprendere l’origine della paura, perché spesso sono traumi di cui non siamo nemmeno consapevoli a livello conscio. Solo grazie alla consapevolezza, alla comprensione e alla compassione possiamo trovare quella fiducia e quello spazio necessari a contenere la vulnerabilità, l’insicurezza e l’imprevedibilità.

“C’è sempre il timore che riconoscendo le nostre paure queste possano sopraffarci e dirigere la nostra vita. Ma immergendoci in esse, in realtà accresciamo il nostro potere e costruiamo un maggiore rispetto per noi stessi.” 

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written by Costanza Levi della Vida